In tanti ambiti e campi, in questi ultimi 15 anni, ho sentito spesso parlare della
Legge di Responsabilità (LOR, Law of Responsability) che chiede di assumerci la responsabilità di tutto quello che accade nella nostra vita. Praticamente, seppur difficile da comprendere all’inizio, il suo vero significato è
accettare, e quindi riconoscere, che sono i nostri pensieri, gli atteggiamenti, i sentimenti a creare le situazioni felici o meno in cui ci troviamo a vivere.
Umanamente la prima cosa che viene in mente quando per la prima volta ci viene detto ciò è: “Impossibile! Io sicuramente non ho attirato la frattura del mio femore!” oppure “E quindi sarei stato io a decidere di essere investito da un’auto?” o ancora “Non sarò mica così pazza da aver chiesto di essere violentata, vero?” e anche “E cosa avrebbe fatto mio figlio di solo sei mesi a ritrovarsi con questa malattia incurabile?”. Insomma, la prima comune reazione è sicuramente il rifiuto totale e assoluto (lo so bene, ci sono passata)!
Ma quello che bisogna ricordare è che la LOR, Legge di Responsabilità, non deve mai essere interpretata con il “senso di colpa” (sicuro retaggio della cultura cristiana, che ci fa credere che l’esserci comportati non correttamente abbia attirato la punizione di Dio!) con il quale, invece, troppo spesso, viene confusa! È proprio questo a renderla incomprensibile agli orecchi di molti.
Responsabilità non vuol certo dire *è colpa tua* ossia “Ho attirato questa cosa, quindi è colpa mia se ora sto così male” ma piuttosto che essendo responsabile di quanto faccio, dico, penso, ho nelle mie mani la possibilità di modificare e cambiare quello che sta all’origine di quanto ho creato: azioni, parole, pensieri, emozioni e via di seguito!
Quando ci viene detto che dobbiamo essere i responsabile della nostra vita,
dobbiamo capire che siamo il creatore di quello che stiamo vivendo, non certo che abbiamo creato coscientemente la situazione terribile in cui siamo. Quello che è quindi davvero utile fare è accettare e riconoscere che sono proprio i pensieri, i sentimenti, gli atteggiamenti a creare le situazioni che stiamo vivendo. La Legge della Responsabilità quindi, non centra affatto con il meritare né con il punire, neppure parla di fortuna o sfortuna, e nemmeno di giustizia o ingiustizia, men che meno di colpa: quello di cui parla la LOR è una specie di catena di cause ed effetti, di cui noi siamo gli unici creatori.
Ieri stavo riguardando il film “
What the bleep do we know?” (se non l’hai ancora fatto, guardalo) … e anche lì ad un certo punto viene ribadito il concetto che non esiste un “la fuori” che è indipendente da quello che “abbiamo qui dentro”, in quanto è proprio il nostro “qui dentro” a creare e formare quello che percepiamo come “là fuori”!
Il nostro ambiente non è MAI indipendente da noi stessi, tutt’altro! Esso esiste solo perché noi lo facciamo esistere… questo è anche, poi, quello che la fisica quantistica dice, che
viviamo appunto in un mondo di infinite possibilità e noi soltanto scegliamo quale deve/può essere la nostra! Anche se, lo capisco bene, sia difficile da accettare e comprendere fino in fondo, perché ci sembra sempre che il mondo esista anche se noi non ci siamo… Invece, tutti noi influenziamo sempre e costantemente la realtà in cui ci troviamo a vivere, anche se ci piacere fare le “vittime” e credere di essere sottomessi a quanto sta accadendo attorno a noi.

Se vuoi approfondire, ti consiglio di leggere il libro scritto da Esther e Jerry Hicks "
La Legge dell'Attrazione" che ora puoi trovare anche tradotto in italiano (finally) e di cui ho
già parlato ampiamente qui.
Namastè!